LANCINI (LN): «NESSUN CLANDESTINO NEI COMUNI A GUIDA LEGA. NON SIAMO SINDACI SCAFISTI»

lanciniGli amministratori leghisti, in linea con le direttive del segretario federale Matteo Salvini, hanno espresso il loro deciso «no» a quanto dichiarato dal presidente dell’Acb Gabriele Zanni che si è fatto promotore, parlando a nome di tutti i Comuni bresciani, di un modello di accoglienza diffusa dei profughi in accordo con la Prefettura

«I sindaci che accettano supinamente gli ordini di questo governo che in nessun modo rappresenta la volontà politica ed elettorale dei cittadini, perché non eletto, io li chiamo sindaci-scafisti al pari di quei sindaci o ministri che da questa tratta di schiavi traggono benefici economici o elettorali»: questo il commento di Oscar Lancini, in linea con le direttive del movimento, alle parole del presidente di Acb Gabriele Zanni. «Com’è possibile – ha chiesto Lancini – accettare un’imposizione sovracomunale nell’interesse non dei propri cittadini ma di chi trae beneficio e si nasconde dietro la parola solidarietà, termine che, secondo me oggi, in questo caso, fa rima con disonestà? “Mafia capitale” ed il resto delle indagini sulle coop che gestiscono i centri di prima accoglienza ne sono un’evidente prova! Adro, come tutte le altre Amministrazioni leghiste, non vuole essere complice della tratta umana che questo governo, con la complicità dello Stato, mascherandosi dietro la parola migrante (participio presente del verbo "migrare" che nulla ha a che fare con la parola "clandestino"), impone!». Sul piatto anche l’attacco di Zanni, sindaco di Palazzolo sull’Oglio, al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni che durante il presidio di sabato scorso davanti alla Prefettura di Bergamo, a cui hanno partecipato anche le sezioni bresciane per condividere la sua linea, ha promesso contributi ai Comuni che non accoglieranno profughi. Nella sua dichiarazione il presidente dell’Acb aveva sottolineato come «non è tollerabile che la risoluzione di problemi epocali venga lasciata sulle spalle dei Comuni e che addirittura si ipotizzi di penalizzarli nel momento in cui, volenti o nolenti, si trovino a fronteggiare l'accoglienza di persone che fuggono dal loro Paese». «Mi piace la dichiarazione di Zanni, solo che ha sbagliato il soggetto. – ha commentato Lancini con ironia – Non è certo Maroni che impone qualcosa, se mai il suo amico Renzi che da una parte ci taglia i trasferimenti ai fini del patto di stabilità e dall’altra ci impone di accogliere i “giargia”. Il presidente di Acb non può parlare a nome dei sindaci della Lega Nord che seguono gli indirizzi del segretario federale Matteo Salvini, parli a nome dei sindaci sinistroidi. Se non gli garba e se può, espella pure i Comuni a guida leghista dall’Acb! Gli suggerisco, se vuole, nell’ambito dei suoi poteri di sindaco di Palazzolo, di continuare a finanziare campi da cricket nei limiti dei confini del suo Comune, per il resto, prima di parlare "per conto di", chieda la nostra autorizzazione. Noi amministratori della Lega preferiamo investire prioritariamente nell’interesse e nella tutela dei valori del territorio e dei soggetti che hanno contribuito nel tempo a farlo crescere e a difenderne i confini. Per noi le categorie da tutelare sono i disoccupati, gli esodati e gli anziani». Lancini ha concluso con la stoccata finale: «Questi non sono richiedenti asilo, non sono migranti, non sono profughi! Sono per tutti gli altri Stati della Comunità europea, compreso il Vaticano, persone soggette al reato penale di clandestinità, per cui espulse dai confini dei loro territori. Reato che nel nostro paese, grazie anche al contributo degli onorevoli “grilletti”, è stato cancellato. Descriviamo correttamente ciò che sta succedendo non come fa la maggior parte della stampa italiana, allineata al diktat di un Paese che sembra essere ritornato all’anti-Perestrojka: questa è un’invasione organizzata da chi evidentemente ha un tornaconto economico! Solo i Comuni ricchi accolgono i “giargianes” e li mantengono, poi magari sono gli stessi che aumentano le tasse ai propri cittadini, come la Tasi. Ad Adro preferiamo non far pagare la Tasi sulla prima casa e non sentirci costretti da chicchessia ad ospitare persone non gradite».

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