EUROPA, PRESENTATA AL PIRELLONE PROPOSTA DI REFERENDUM PER USCIRE DALL’UE, CECCHETTI: “UNIONE HA PORTATO PIÙ DANNI CHE BENEFICI, PAROLA AI CITTADINI”

Milano, 22 marzo  - “Un referendum per chiedere ai cittadini se vogliono uscire dall’Unione europea”. E’ la proposta lanciata dal vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) che, in occasione delle manifestazioni che sono in programma a Roma nei prossimi giorni che cadono con  il 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma , ha presentato al Pirellone una proposta di legge costituzionale al Parlamento per istituire un referendum di indirizzo con cui chiedere ai cittadini italiani «Ritenete voi che lo Stato Italiano debba avviare la procedura prevista dall’art. 50 del Trattato sull’unione Europea al fine di attivare la procedura di recesso volontario e unilaterale dall’Unione Europea?».

La proposta ricalca un analogo referendum di indirizzo che si è tenuto nel 1989 in cui veniva chiesto ai cittadini se fossero d’accordo o meno a trasformare la Comunità europea in un’effettiva Unione.

“L’Unione europea – spiega Cecchetti -  così come è stata concepita, ha portato più danni che benefici alla nostra società. In Lombardia ad esempio, a causa delle sanzioni alla Russia volute dall’Ue, i nostri imprenditori perdono in media un miliardo e 200milioni di euro l’anno. La Direttiva Bolkestein sta mettendo in ginocchio gli ambulanti storici e l’ eliminazione dei dazi sull’olio sta producendo una vera e propria invasione dell’olio tunisino in Europa e tutto questo penalizza fortemente il prodotto italiano mettendo a rischio le oltre 1.900 aziende olivicole lombarde.


L’Ue inoltre vuole imporre l’utilizzo di latte in polvere per la produzione di formaggio (solo per questo sono a rischio 4.415 imprese lombarde del comparto lattiero – caseario), mentre per un’altra folle imposizione di Bruxelles i produttori di riso della Lomellina e della altre regioni del Nord sono in fortissima crisi a causa della cancellazione dei dazi sul riso del Sud Est asiatico. Per non parlare della totale mancanza dell’Unione europea in merito alla gestione dei migranti che sta causando gravi tensioni sociali nel nostro paese. Queste imposizioni hanno messo in ginocchio la nostra economia, peggiorato le condizioni di vita dei cittadini e limitato il potere di decidere come vivere a casa nostra. E’ arrivato il momento di rialzare la testa ed è quindi necessario ridare la parola al popolo per chiedere se vuole ancora questa Unione Europea. Noi – conclude Cecchetti - continuiamo a lottare per abbattere questo sistema fallimentare per poi ricostruire una vera Europa fatta di popoli e di regioni, che si fondi sulla democrazia, sul principio di autodeterminazione e sulla libertà dei cittadini.”

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