Lega a Pontida, Salvini: «Ruspa per il premier»

H«La ruspa la uso limitatamente per i campi Rom, ma se ho un gettone la uso per Renzi perché il problema per gli italiani è lui, non sono altri.La ruspa è simbolo di lavoro e di fatica e l’Italia ha voglia di tornare a lavorare e faticare». Non usa mezzi termini il leader della Lega Nord Matteo Salvini, a Pontida, nella Bergamasca, per l’annuale incontro dei sostenitori della Lega. Bersaglio numero uno è il premier Matteo Renzi, ormai considerato dal segretario del Carroccio il suo avversario numero uno. Ma non sono mancate le bordate di Salvini contro l’emergenza migranti: «Mettere dei limiti all'immigrazione è un dovere di civiltà, altrimenti ci sono episodi di razzismo demenziale come quel matto degli Stati Uniti che spero marcisca in galera fino alla fine dei suoi giorni. Ma è la sinistra che alimenta questo razzismo non mettendo limiti e regole. Il mio modello è l’Inghilterra, l’Australia». Ma ieri Salvini si è concentrato soprattutto sul suo progetto politico, con una Lega Nord che guarda a sud del Po e capace di sfidare i grandi partiti nazionali: «La scommessa di Pontida è unire le persone di buona volontà da nord a sud per liberare questo Paese. O l’Italia riparte tutta e si articola in senso federale rispettandole autonomie oppure affonda tutta. È questo il senso del nostro impegno. La scelta della Lega è una scelta di normalità. Non proponiamo cose straordinarie e irrealizzabili. Sono altri i fenomeni che comprano i voti con gli ottanta euro. Noi proponiamo un paese normale per persone normali». Fare «battaglie di normalità», ha spiegato, «vuol dire fare quello che ci siamo impegnati a fare: via la legge Fornero che è una legge infame. Via un altro strumento di tortura indegno, come gli studi di settore. Duecentomila cittadini stanno ricevendo lettere di verifica fiscale, gliele faremo ingoiare allo Stato.Via l'Imu dai terreni agricoli e dai capannoni. Vogliamo un paese normale - ha proseguito - e un paese normale ti tassa in maniera giusta. Abbiamo l'unica proposta giusta. Aliquota fiscale unica al 15 per cento uguale per tutti. Allora sì che se evadi ti metto in galera e butto via la chiave».«L’anno scorso eravamo qua per ricostruire e ripartire. Quest’anno siamo ripartiti e siamo qua per vincere. Abbiamo le idee e gli uomini giusti, vogliamo prendere un voto in più di Renzi e andare al governo a cambiare le cose », ha chiarito Salvini. E dopo il botta e risposta di ieri con l’ex leader Umberto Bossi, che ha criticato la scelta di proporre una «Lega nazionale», Salvini ha negato di voler mettere ai margini il senatùr: «No, noi non archiviamo e non pugnaliamo nessuno. Siamo riconoscenti nei confronti di chi ci ha portato fino a qua, a differenza di Renzi che sene infischia di tutto e di tutti». Ma il segretario del Carroccio ieri è tornato anche sulla polemica dei giorni scorsi con il Vaticano sul tema dei migranti: «Chi sono io per poter attaccare il Papa, sono l’ultimo dei buoni cristiani, sono qui per imparare. È giusto che il pontefice chiami all’aiuto di tutto il mondo,ma è giusto che chi è chiamato a fare gli interessi degli italiani si occupi della sua gente e poi di tutto il resto del mondo. Col massimo rispetto».

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