«Inzago è un incubatore di terroristi». La Lega chiede le dimissioni del sindaco

5cINZAGO (Milano), 6 luglio 2015 -  La Lega chiede la testa del sindaco. «Benigno Calvi deve dimettersi. Fino a sei mesi fa nessuno conosceva Inzago, ora è sulla bocca di tutta Italia come“incubatore” di terroristi». Non è finita. Riccardo Pase, segretario del Carroccio della Martesana, scandisce bene le parole prima di andare avanti: «E il centro islamico Stella va chiuso. È una moschea abusiva». Tesi che il Movimento ha sostenuto fin da quando, a gennaio, presentò in Parlamento un’interrogazione sulla sede di via Boccaccio, dopo la scoperta che l’inzaghese Maria Giulia Sergio-Fatima si era arruolata nell’Isis, finendo in cima alla lista dei terroristi internazionali, lasciando di stucco la comunità. Una doccia gelata, resto tradotta in una brutta nomea che lo stesso sindaco cerca di correggere. Lo dice e lo ridice in tutte le salse da quando il Califfato è entrato a gamba tesa nella sua vita di tutti i giorni: «Il nome di Inzago non può e non deve essere associato al terrorismo islamico». La Lega, però, gli attribuisce «l’incapacità palese di difendere la sua gente». Come? «Chiudendo la sede di un’associazione che fa quel che non può fare», rincara Pase. «Non si tratta di discriminazione, ma di sicurezza. È un tema fondamentale, gli inzaghesi hanno il diritto di vivere in pace. E non è così da quando è emerso quel che è emerso sulla famiglia Sergio. Fatima elogia la decapitazione dei miscredenti e il sindaco lascia che la moschea frequentata da suo padre resti aperta. Per i musulmani le leggi si interpretano, agli italiani si applicano e con severità». cIl segretario contesta anche il monitoraggio del Centro islamico, chiuso ufficialmente venerdì sera in Consiglio (dove il Carroccio non è rappresentato) dopo che la Digos ha escluso ogni legame fra i Sergio e Stella. «I verbali dei vigili sono stati stilati durante il giorno, ma è noto che le riunioni in moschea avvengono di sera». «Aggirano le leggi, fanno proselitismo e l’Amministrazione li lascia fare come se nulla fosse». Il Carroccio si prepara alla protesta. «Stiamo valutando una serie di iniziative, le stesse che siamo costretti a organizzare a Milano, dove si dà il via libera alla moschea mentre abbiamo i terroristi in casa. Finché le spiagge della Tunisia saranno fuori dalla finestra di casa nostra». «Calvi? Sembra Alfano. Le loro visioni sono allineate: porteranno solo guai».

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