"MINNITI NON CAMBIA ROTTA, MISURE INADEGUATE"

RONDINIUn audizione che si risolve in un esposizione, quella del ministro Minniti davanti la Commissione d'inchiesta sul sistema d'accoglienza, a tratti retorica, con i soliti riferimenti agli squilibri demografici che giustificano l'immigrazione, e che riduce i buoni propositi annunciati alla stampa ridimensionati in una proposta che ci pare più ad uso e consumo di un opinione pubblica da rassicurare ed imbonire piuttosto che volta a dimostrare un significativo cambio di marcia rispetto alla fallimentare gestione Renzi-Alfano. Come si può infatti pensare di garantire l'effettività dei provvedimenti di espulsione e l'allontanamento dal territorio nazionale degli stranieri irregolari attraverso il potenziamento dei CIE, che diventano centri di permanenza per i rimpatri, come si propone il ministro annunciandone l'apertura di uno per regione con una dotazione totale di soli 1600 posti, quando ci si deve misurare con un emergenza di ben altre dimensioni. Una misura totalmente inadeguata e ad attestarlo ci sono i numeri: dal 2013 ad oggi sono giunti in Italia circa 600 Mila immigrati, di questi solo la metà ha fatto richiesta d'asilo e dunque l'altra metà, se non ha lasciato il territorio nazionale, è in stato di clandestinità. Quindi fra misure inadeguate per affrontare la dimensione del fenomeno della clandestinità e accordi bilaterali per i rimpatri da "implementare" ( ad oggi ne esistono sulla carta solo tre, con Niger, Tunisia e Libia) riusciamo a rintracciare solo una mancanza di volontà, che non può risolversi in annunci a cui non seguono atti significativi. Lo dichiara in una nota il deputato della Lega Nord, Marco Rondini

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