ON. GRIMOLDI (LEGA) - IMPRENDITORE CHIEDE PORTO D'ARMI E CONSIGLIO STATO DICE NO? SENTENZA CONTRO BUON SENSO, PREFERIAMO AVERE UN ALTRO MORTO UCCISO DA RAPINATORI COME GIÀ SUCCESSO NEL BRESCIANO?

18 AGO - Dal Consiglio di Stato, che ha sentenziato che l'aver subito ripetuti furti nella propria abitazione o azienda, non è ragione sufficiente per richiedere il porto d'armi per detenere legalmente un'arma in casa per potersi difendere dai rapinatori, è arrivata una sentenza opposta al buon senso e che sinistra come spesso i giudici sia avulsi dalla realtà quotidiana. Così ad un imprenditore bresciano più volte rapinato viene impedito di munirsi di una pistola per potersi difendere a casa propria da una nuova rapina. Forse i giudici del Consiglio di Stato ignorano che nel bresciano, a Pontoglio, un padre di famiglia tre anni fa è stato massacrato e ucciso in casa propria da rapinatori albanesi e che un anno fa, sempre nel bresciano, a Ghedi, un uomo è stato ridotto in fin di vita sempre dal malviventi penetrati nella sua villa. Per cui meglio lasciare disarmato questo imprenditore e aspettare che subisca una rapina e magari faccia la fine del macellaio di Pontoglio? No grazie, a breve modificheremo le norme sulla legittima difesa perché in casa propria ci si deve poter difendere sempre, senza se e senza ma...

Lo dichiara l'on.Paolo Grimoldi, deputato della Lega e segretario della Lega Lombarda

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