TERZI: PER TUTELARE I PENDOLARI ANCHE FS DEVE INVESTIRE IN LOMBARDIA

"La Regione Lombardia non eroga il servizio, ma interviene esclusivamente su Fnm che, a sua volta, agisce su Trenord di cui è socia al 50%. L'altro socio paritario è Trenitalia che, a fronte dei 3 miliardi di euro investiti dalla Regione, ha messo sul piatto solo treni vecchi e un valore non superiore ai 170 milioni di euro. Questo ha comportato che la flotta conferita da Trenitalia a Trenord abbia un'età media di 32 anni, mentre i treni acquistati dalla Regione non superano i 9 anni. Treni vecchi non consentono di erogare un servizio adeguato". Lo ha detto l'assessore regionale alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi, intervenendo in Aula consigliare durante il dibattito sulla situazione del servizio regionale.

NESSUNO DEI 480 TRENI ACQUISTATI DA TRENITALI ARRIVERA' IN LOMBARDIA - "Trenitalia - ha continuato l'assessore - ha in corso una fornitura per 480 nuovi treni e nessuno di questi arriverà in Lombardia. Questa disparità di investimenti fra Regione e Fs è imputabile alla precedente gestione delle Ferrovie dello Stato i cui vertici erano stati nominati dai governi di centrosinistra. All'interno di Trenord, il socio paritario Trenitalia (Fs) per come ha lavorato ha fatto solo ostruzionismo senza pensare ai cittadini. Al ministro Toninelli, domani, chiederemo di invertire la rotta così come ha promesso più volte di voler fare, tenendo presente che l'apporto di treni usati fino ad ora annunciato è insufficiente".

I MANCATI INVESTIMENTI DI RFI SULLA RETE - Questa situazione è aggravata dai mancati investimenti in termini di manutenzione e potenziamento della rete da parte di Rfi (FS). Ricordo infatti che una quota importante dei disservizi e delle soppressioni dipende dal malfunzionamento delle infrastrutture. La situazione, invece, è diversa sui 320 km di rete (sui circa 2000 totali) gestiti direttamente da Fnm. Con la crisi della neve, ad esempio, Rfi ha chiuso un terzo della rete, mentre quella di Fnm era aperta e funzionante, con i treni che sono arrivati per l'89% entro un ritardo di 10 minuti quando tutto il resto del sistema era bloccato". I NUMERI - Il servizio ferroviario lombardo non ha paragoni col resto d'italia: sono 757.000 gli utenti singoli, per 1,5 milioni di viaggiatori al giorno e 2.400 treni che quotidianamente sono in servizio sui circa 2.000 km di rete. Gli utenti di Veneto, Lazio e Piemonte, insieme, non raggiungono i numeri della Lombardia. In questo quadro, uno degli elementi di criticità è che tutto confluisce su Milano. "Il servizio - ha sintetizzato Terzi - è inaccettabile, e per questo abbiamo chiesto al nuovo amministratore delegato di Trenord, Marco Piuri, di dimezzare le soppressioni e aumentare l'indice di puntualità. Regione Lombardia non si sottrae alla propria responsabilità, ma vorremmo che anche Trenitalia facesse lo stesso, iniziando a scusarsi con i pendolari. Trenord non ha attuato un'efficace pianificazione delle assunzioni e questo ha inciso sulla qualità del trasporto ferroviario. Nei prossimi mesi entrerà in servizio il personale che sta effettuando la formazione".

TUTELARE I PENDOLARI - L'assessore ricordando che quello annunciato settimana scorsa da Piuri è un "piano di emergenza e provvisorio" ha sottolineato che l'obiettivo deve essere quello di tutelare i pendolari, garantendo loro la possibilità "di andare a lavorare o a scuola in tempi accettabili e in condizioni dignitose".

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