BANKITALIA CONFERMA: DAI CENTRI ISLAMICI ITALIANI FONDI AL TERRORISMO

Un momento di pregheria nella moschea Centro Taibba di Via Chiavasso 12, Torino, 11 agosto 2010. Un mese di preghiera, purificazione, solidarietà e perdono: per oltre un milione e 200mila musulmani d'Italia inizia oggi il Ramadan. ANSA/TONINO DI MARCO @ANSA

Nel rapporto dell'Unità di informazione finanziaria i dati sulle transazioni che dall'Italia partono verso le organizzazioni terroristiche internazionali

I centri islamici italiani finanziano il terrorismo internazionale. Ed anche le moschee, le Onlus, le associaizoni e le fondazioni non sono esenti da questa pratica.

Fiumi di denaro che dall'Italia vanno a finire nelle mani dei terroristi islamici, con versamenti di contante, operazioni con l'estero fatti da parte dei centri islamici che non rientrano nella "movimentazione ordinaria dei rapporti o con lo scopo dichiarato dall'associazione".

A documentarlo numeri alla mano è la Banca d'Italia che a maggio, attraverso l'Unità di informazione finanziaria, ha redatto un rapporto dettagliato sul riciclaggio e il finanziamento al terrorismo internazionale. Il rapporto riporta il numero delle segnalazioni di operazioni sospette che intemediari finanziari e banche hanno realizzato, segnalazioni poi controllate dalle autorità competenti. Si legge nell'analisi che "nel primo trimestre del 2015 si è manifestata una significativa inversione di tendenza" nel numero delle segnalazioni che riguardano i sospetti movimenti di soldi dalle tasche di persone residenti in Italia e associazioni islamiche nei confronti dei terroristi.

Nei primi tre mesi del 2015, infatti, ci sono state "74 segnalazioni di finanziamento al terrorismo", "più del triplo" rispetto allo stesso periodo del 2014. Nell'ultimo quinquennio, sono 822 le segnalazioni di cui solo il 30% è stato archiviato. Calcolatrice alla mano, significa che più di 500 volte dall'Italia sono state avviate operazioni per far arrivare sovvenzionamenti ai i professionisti del terrore. Se vi sembrano pochi casi, basta scorrere ancora qualche riga per capire che quanto venuto fuori è solo la punta di un iceberg. "Il numero contenuto di segnalazioni - si legge - discende dal fatto che il fenomeno è difficilmente identificabile". Non solo, il vero problema è che il più delle volte i soggetti che avanzano la denuncia e le segnalazioni non non sono in grado di distinguere la fattispecie del finanziamento al terrorismo da quella più generale del riciclaggio. I cui numeri, come si può immaginare, sono ben più grandi.

Un mare magnum dove è praticamente impossibile districarsi e dove si nascondono grandi quantità di denaro che finiscono nei conti correnti dei terroristi. Uso anomalo di contante, frazionamenti di operazioni, trasferimenti inattesi e triangolazioni finanziarie. Sono questi gli strumenti usati dai fanatici che cercano di sostenere le guerre sante del terrorismo internazionale. E lo fanno dall'Italia. Spesso, dai quei centri islamici su cui il ministero dell'Interno e il governo non intendono aumentare i controlli. Anzi, di cui la sinistra sovvenziona l'apertura in ogni città del Belpaese senza alcuna supervisione.

@Giuseppe De Lorenzo per IlGiornale

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