Badanti, Lombardia approva legge Saita: “Al centro la tutela della persona fragile e delle loro famiglie”

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Approvato in Consiglio regionale un Progetto di Legge per aiutare tutte quelle famiglie che necessitano di assistenza domiciliare per gli anziani. “Grazie al lavoro congiunto di maggioranza e opposizione – dichiara il consigliere regionale della Lega Nord, Silvana Saita – siamo arrivati a un testo aggiornato rispetto a quello presentato dal PD e sicuramente più in linea con i bisogni effettivi e le richieste specifiche che arrivano dal territorio. Inizialmente il progetto di legge era troppo spostato sugli aspetti di formazione degli assistenti familiari e sulla valorizzazione di questa figura mentre riteniamo che il punto fondamentale sia principalmente la tutela delle persone che si trovano in condizione di fragilità e non autosufficienza e delle famiglie che devono ricorrere all’assunzione di una assistente. In quest’ottica è stato sicuramente di grandissimo aiuto l’apporto della Giunta Regionale non solo a livello tecnico nella declinazione degli aspetti più specialistici ma soprattutto sotto l’aspetto economico visto che il progetto è stato finanziato dall’assessore Cantù con 700 mila euro.”

“Si tratta di un traguardo molto importante -  prosegue Silvana Saita - in quanto recenti dati ISTAT stabiliscono che il 4% della popolazione lombarda risulta disabile; una percentuale significativa riguarda la popolazione anziana che purtroppo risulta soggetta a patologie spesso invalidanti e necessita di cure sanitarie ed assistenziali continuative. Nonostante la rete delle unità sociali e sociosanitarie sia da tempo attrezzata a soddisfare la domanda a favore delle persone anziane, non sempre i servizi sono sufficienti per la richiesta d’aiuto delle famiglie, che così ricorrono a figure spesso non professionali; si stimano infatti 200mila badanti informali che prestano servizio nelle famiglie lombarde”.  Conclude Silvana Saita: “Per questo motivo il Progetto di Legge approvato oggi al Pirellone contiene 3 importanti novità che vengono a colmare un vuoto normativo: l’istituzione a livello territoriale, con la collaborazione dei Comuni e delle organizzazioni sindacali, di Sportelli per l’assistenza familiare; la creazione di registri territoriali degli assistenti familiari; lo stanziamento di fondi per il sostegno economico a favore delle famiglie che, in qualità di datori di lavoro, si avvalgono di personale addetto all’assistenza familiare”.

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