SVILUPPO E RILANCIO DELLE IMPRESE, SENNA (LEGA): MISURE DI SOSTEGNO RIACCOMPAGNINO AL LAVORO REDDITO DI CITTADINANZA STRUMENTO PER RITORNARE OCCUPATI ATTRAVERSO LA FORMAZIONE. MANCANO TECNICI E PERSONE SPECIALIZZATE

Milano, 20 marzo 2019 – “Quella del 2007 è stata una crisi difficile, che ha annientato il 20% del nostro tessuto produttivo. La Lombardia è la prima regione che ha recuperato nel 2018 i livelli pre crisi, fermo restando che all’interno del sistema lombardo altre province hanno fatto registrare trend piu sostenuti. Tenendo i rapporti con le imprese e incontrandone i titolari, mi viene fatta rilevare molto spesso una mancanza di personale con adeguata professionalità. Mancano tecnici, ingegneri informatici, tornitori e saldatori. Figure eterogenee a livello di formazione ma ormai accomunate da una specializzazione; nella sola Lombardia mancano 40 mila di queste figure nel complesso”. Così Gianmarco Senna, presidente della commissione Attivita produttive, intervenendo oggi in Consiglio regionale nel corso del convegno dedicato a “Sviluppo e rilancio delle imprese”. Sono intervenuti, tra gli altri, l’onorevole Angelo Ciocca, europarlamentare Lega, i consiglieri regionali Massimiliano Bastoni, Silvia Scurati, Luca Ceresa, presidente associazione culturale Terre Ambrosiane; tra i professionisti coinvolti nel momento di confronto hanno partecipato Fausto Giustetto, Ad gruppo Novaria, specializzato in finanza agevolata e sviluppo delle imprese, Roberto Russo, Ad Assiteca Sim, Carlo Parrinello, direttore Fondolavoro, Giovanni Galvan, esperto fondi interprofessionali, e Luca Bonifazi, Mps Capital Services.

QUALE RICETTA O STRADA DA PRENDERE - “Cosa dobbiamo fare, oltretutto in un momento in cui si sta discutendo tanto di reddito di cittadinanza – ha ricordato Senna, che ha sottolineato quanto nel dibattito di ieri in Consiglio regionale, si sia puntato a declinare la nuova misura di sostegno in ‘salsa lombarda’ -. Aiutare chi non è in condizioni economiche tali da avere una vita dignitosa è un dovere della politica. Io non impazzisco per il Reddito di cittadinanza, ma voglio ricordare che negli ultimi 10 anni i danni economici prodotti, i 6 milioni di poveri una responsabilità politica ben chiara ce l’hanno”.

La misura del Rdc “è un momento di passaggio, per rientrare poi nel mondo del lavoro con la formazione. Una sfida che saremo in grado di vincere, ricoprendo ancora una volta il ruolo di apripista regionale”. “Tutte queste posizioni e obiettivi hanno e avranno un senso solo se sapremo dare un segnale molto forte a Bruxelles. Se non si cambia lì, tutto diventa ancora molto più difficile”.

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