Grimoldi: Il giovane siciliano Giuseppe, convertito all’Islam e diventato Yusuf, arrestato oggi in Lombardia con l’accusa di terrorismo si era radicalizzato nelle moschee della provincia di Monza, area che frequentava per motivi di lavoro

Questo arresto conferma che la jihad c’è anche a casa nostra ed era pronta a colpire se la nostra intelligence e le nostre forze dell’ordine non avessero preceduto questi fanatici.Del resto i numeri del Ministero dell’Interno parlano chiaro: dal gennaio 2015 al marzo 2019 ben 384 espulsioni per terrorismo. Oltre agli arresti.E circa un terzo di queste espulsioni sono avvenute in Lombardia. Dove si è verificato il maggior numero di arresti di soggetti radicalizzati e dove c’è il maggior numero di segnalazioni di foreign fighter espatriati verso i campi di battaglia della Siria e dell’Iraq.Quasi tutti i soggetti espulsi (tra cui quelli che progettavano attentati negli aeroporti di Orio al Serio o Ghedi) erano soggetti apparentemente integrati, molti di loro con un lavoro regolare o una casa. Come del resto questo Yusuf che da Palermo saliva in Brianza per lavoro.Anche questo arresto conferma che la Lombardia è l’epicentro di jihadisti e foreign fighter, avendo un numero elevatissimo di moschee e oltre 80 associazioni islamiche riconosciute. Che raramente collaborano, denunciando i soggetti radicalizzati o contribuendo a fornire trasparenza sulla provenienza degli ingenti fondi (qatarioti o sauditi) con cui le comunità islamiche vogliono costruire maxi moschee.Ancora oggi, quasi sempre, è impossibile sapere chi sono gli imam, da dove provengono, che preparazione hanno e cosa predicano nei loro sermoni in arabo contrasta con il nostro ordinamento, per banali ragioni di sicurezza.Per eradicare il terrorismo fondamentalista islamico non bastano le leggi, ma serve trasparenza dalle comunità islamiche lombarde. E finora è totalmente mancata.

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