Foroni e la maxi logistica: «Basta con le chiacchiere»

Foroni“Parole, parole, parole”, cantavano Mina e Alberto Lupo. Per il consigliere regionale Pietro Foroni fino a questo momento sull’intera vicenda della Fm Logistic, azienda intenzionata a sbarcare a Ospedaletto, sono piovute soltanto parole, per l’appunto, e nessun impegno concreto. Pesante l’attacco del leghista, che chiede garanzie sull’occupazione: «Si chiacchiera da più di otto mesi sulla questione della maxi logistica di Ospedaletto ma l’unica verità è che da parte di Fm Logistic non è stato preso alcun tipo di impegno effettivo, formale e scritto, in merito alla tipologia di occupazione prevista - dichiara -. L’unico dato di fatto vero è la nuova legge regionale contro il consumo di suolo che impedisce mutamenti di destinazioni d’uso dei terreni da agricoli a edificabili salvo la sottoscrizione di un accordo di programma regionale in caso di presenza di interessi regionali all’operazione». L’ex presidente della Provincia di Lodi interviene dopo l’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi tra la proprietà e alcuni sindaci dei territorio. Il Pirellone ha messo nero su bianco l’elenco dei requisiti imprescindibili: occupazione con chiamata diretta dei lavoratori assunti con contratto di tipo subordinato, perequazione tra i terreni trasformati con altri terreni che dovranno tornare alla destinazione agricola e compartecipazione dei proprietari terrieri alle spese delle opere pubbliche compensative. «Alla luce di questo - commenta Foroni -, trovo molto grave che nel corso del sopralluogo con l’azienda fossero presenti solo esponenti del Comune e della Provincia, tutti riconducibili al Pd, ma nessun esponente di Regione Lombardia, considerato che spetta proprio alla Regione ravvedere un interesse di impatto regionale nel progetto». L’esponente del Carroccio insiste sull’occupazione: «In merito a quell’80 per cento di personale che l’azienda ha dichiarato di voler assumere direttamente l’azienda dovrà assicurare condizioni di lavoro certe, fornendo anche garanzie fideiussorie sul fatto che i posti di lavoro in quella misura siano a chiamata diretta. Non bastano generici impegni ma dovranno essere correlate da specifiche garanzie. Toccherà poi agli enti locali trovare quei terreni oggi previsti come già edificabili che dovranno invece tornare alla destinazione agricola. Sul punto ho chiesto il coinvolgimento delle associazioni sindacali agricole. Infine, va anche calcolata la plusvalenza tra terreno agricolo ed edificabile, che non dovrà essere totalmente a beneficio dei proprietari privati, ma una parte cospicua di tale importo dovrà compartecipare alle spese delle opere accessorie». Nel caso in cui non fossero rispettate le condizioni dettate dal Pirellone, Foroni è pronto a contrastare il progetto, «sarebbe infatti il solito progetto che si risolve in un favore reso ai privati, azienda e proprietari terrieri - afferma -, con qualche limitata compensazione per alcuni comuni confinanti, ma senza alcuna vera tutela per l’interesse pubblico e con una ennesima devastazione del nostro tessuto agricolo».

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