Salvini: «Riempirò la piazza di gente normale»

11899878_10207126852837042_1055821224923982814_nBologna, 9 settembre 2015 - Matteo Salvini sceglie Bologna per concludere la sua manifestazione ‘Blocca Italia’, quella con cui il leader del Carroccio vorrebbe paralizzare la nazione per tre giorni per dare una spallata politica al governo Renzi. Tre giorni di cortei in tutta Italia (6, 7 e 8 novembre) che avranno come ciliegina sulla torta la conquista delle Due Torri. O per meglio dire di piazza Maggiore, dove il leghista vuole tenere il suo comizio.

Salvini, perché ha scelto Bologna come conclusione di ‘Blocca Italia’?

«Perché Bologna è il cuore dell’Italia. E il corteo l’apice di tre giorni in cui chiederemo agli italiani di tirare su la testa, di muoversi, di liberarsi dal governo Renzi, dal governo delle tasse e dell’immigrazione. E lo facciamo nel cuore, nel cuore dell’Emilia rossa, del sistema delle cooperative, della Cgil e del renzismo».

Bologna è crocevia di molte cose. E’ centrale anche il tema dell’immigrazione.

«L’immigrazione sarà un tema, ma lo sarà soprattutto il lavoro. Ci rivolgeremo soprattutto alla gente che non è abituata a scendere in piazza come i commercianti, gli artigiani, le partite iva, i medici, gli avvocati, i professionisti. Non ci interessa una manifestazione stile Cgil, ci interessa una manifestazione dei produttori. E quindi Bologna significa tante cose: significa terra di agricoltura e di commercio. L’immigrazione, che ormai è totalmente fuori controllo, sarà uno dei temi principali, l’obiettivo è dare la spallata al governo Renzi».

L’obiettivo, immaginiamo noi, sarà anche quello di lanciare la campagna elettorale per le prossime amministrative che ci saranno a Bologna nel 2016. Giusto?

«Sì, anche se votano tante altre città importanti come Torino, Napoli e Milano. Sicuramente liberare Bologna è uno degli obiettivi. Vogliamo riportare un po’ di normalità e serenità a Bologna. E questa è un’occasione per chi ha il candidato giusto, o meglio la candidata giusta (la consigliera leghista Lucia Borgonzoni; ndr). Sarà quindi un’occasione per tutti i bolognesi e gli emiliani che erano abituati a vivere la loro città e la loro regione in maniera più serena, più normale e più tranquilla di manifestare».

Cosa va cambiato nella nostra città secondo lei?

«Io Bologna l’ho conosciuta 15 anni fa, perché andavo a trovare mia sorella che studiava lì. Ed era un’altra città, un altro ambiente, un altro clima, altri negozi, altra gente. Poi, per carità, ho visto quello che è successo in stazione a Reggio e non è diverso. E se succede a Milano non cambia molto. Però l’8 novembre mi piacerebbe strariempire piazza Maggiore di gente normale».

Forza Italia è invitata?

«Tutti sono invitati. Stiamo meditando anche di non farla come manifestazione di partito: sarà aperta a Confcommercio, Confartigianato, Coldiretti e anche ai partiti».

Come sarà organizzata?

«Probabilmente raccoglieremo testimonianze di vita di persone normali: del medico, dell’avvocato, dell’agricoltore, dell’esodato. Gente che ha poco tempo per parlare e poco tempo per manifestare».

E vuole piazza Maggiore?

«Sì sì, non vado mica in una piazzetta. Abbiamo riempito piazza Duomo, abbiamo riempito piazza del Popolo. Bologna è Bologna e quindi vogliamo una giornata memorabile».

Nel frattempo spera di convincere Forza Italia a convergere sulla sua candidata Lucia Borgonzoni?

«Non devo convincere nessuno. Ci sono tante elezioni e dove so che la Lega non ha candidati all’altezza non mi metto neanche al tavolo. Dove so che la Lega ha uomini o donne all’altezza li offro, anche perché pur di mandare a casa Merola penso che siano utili tutti gli sforzi. Quindi da qualche parte faremo un sacrificio noi e da qualche altra parte contiamo che lo faccia qualcun altro».

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