Salvini: "Demolite la Fornero altrimenti ci arrabbiamo"

image (1)Due battute buttate lì, durante una delle tante apparizioni in tv, ma che hanno sconvolto il sistema gravitazionale della politica del centrodestra: «Io non mi sento leader - ha dichiarato candidamente ieri Matteo Salvini, intervenendo ad Agorà su Rai 3 - Sono una persona normale e se gli italiani, così come sembrano dire i sondaggi, accordano fiducia a me e alla Lega significa che hanno bisogno di normalità. Il mio obiettivo politico è mandare a casa Renzi, non andare al Governo. Come presidente del Consiglio vedrei molto bene Luca Zaia, il presidente del Veneto. Ci metterei la firma domani». Alla salute, ma questo ridisegna numerosi scenari. Anche e non ultimo quello della conduzione della Regione Veneto. E poi ci sarebbe anche da trovare un candidato sindaco per Milano e anche su quello il leader della Lega ha le idee chiare: «Paolo Del Debbio sarebbe la persona migliore, spero ci ripensi», ha detto Salvini a La Zanzara su Radio 24, riferendosi al diniego del politico e conduttore. «Proverò ancora a convincerlo - ha aggiunto - perché Del Debbio conosce e ama la città, ed è lontano dalle beghe di partito». Comunque Salvini, ieri, ha spaziato in numerosi campi, a cominciare da quello, classico dell’immigrazione: «Io sono contento se mio figlio va a scuola con bambini di nazionalità diversa - ha detto - perché mi piace il confronto di culture e lingue diverse. Diventa un arricchimento. Ma se i bambini italiani diventano una minoranza in classe, non c’è più confronto, ma solo casino». Poi, dalla radio e dalla tv si è spostato al presidio dei lavoratori esodati sotto al Ministero dell’Economia a Roma. La legge Fornero sulle pensioni è «infame» e il governo deve risolvere il problema esodati subito. Il segretario federale si è fermato a parlare con i manifestanti e con le lavoratrici del Comitato Opzione Donna. Ha raccolto applausi, e anche qualche fischio. «Da Renzi vogliamo fatti - ha dichiarato Salvini, basta parole. Non è possibile passare il tempo parlando di riforma del Senato, di Costituzione di matrimoni gay, mentre qui c’è una legge infame che sta per compiere quattro anni e ha derubato milioni di italiani». E poi i parlamentari della Lega hanno occupato Montecitorio. Un’occupazione simbolica dell’Aula della Camera che è durata 20 minuti. «Non facciamo la rissa con i commessi, non siamo come i grillini», ha detto il capogruppo, Massimiliano Fedriga, lasciando l’emiciclo con alcuni colleghi di partito. «Peccato - ha aggiunto con ironia - che mi è capitata la poltrona del ministro Alfano...». Sui cartelli che i deputati della Lega hanno alzato sopra la testa mentre erano sistemati sui banchi riservati al governo c’era scritto: «Governo Renzi ladro di pensioni». E questa protesta ha curiosamente unito sindacati e Lega Nord. «È indegno lasciare le persone senza pensione e salario. Il Governo si convinca: La Fornero va cambiata», ha dichiarato la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. Il leader della Uil, Carmelo Barbagallo ribatte: «Per gli esodati servono chiarezza e certezze, subito». Infine Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil: «Il governo ha preso tempo, ha detto che non è pronto e che ci darà una risposta tra due settimane, ma la questione va risolta prima della legge di stabilità».

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