Carroccio contro l'Associazione nazionale dei Comuni: non ci difende, via i nostri sindaci

Attilio_FontanaI sindaci della Lega sono pronti a uscire dall’Anci (Associazione comuni italiani). E quindi a voltare le spalle all’organismo che, alle trattative col governo, rappresenta gli interessi degli enti locali.

«Il problema è che non fa più i nostri interessi» spiega il segretario provinciale del Carroccio,Matteo Bianchi, che è anche sindaco, al secondo mandato, di Morazzone. L’appello a “rinnegare” l’Anci è stato lanciato dal leader della Lega, Matteo Salvini, dopo che il primo cittadino di Padova, Flavio Bitonci, aveva di fatto aperto la strada dell’addio all’associazione presieduta, a livello nazionale, dal sindaco di Torino, Piero Fassino.

In realtà, la prima bordata a Fassino era partita, un paio di settimane fa, da Varese. Il sindacoAttilio Fontana, che è stato presidente dell’Anci Lombardia e quindi conosce bene funzioni e le dinamiche dell’ente corporativo, in una intervista al nostro giornale aveva parlato di «sudditanza al governo» e di rappresentanza ormai a zero da parte appunto dell’associazione dei comuni. C’è stato quindi ilcaso che ha fatto traboccare il vaso leghista: l’ha sollevato Bianchi per il suo Comune, Morazzone, che non riceve i trasferimenti dallo Stato (peraltro ritenuti miseri rispetto alle tasse che dal territorio prendono la strada di Roma). E come contromisura, lo stesso Bianchi ha ventilato il mancato versamento dell’Iva. Di qui, poi, l’idea di una class action dei sindaci lumbard, iniziativa avallata dal governatore della Regione, Roberto Maroni. Tutto questo disagio manifestato dai Comuni leghisti porta anche alla conclusione che l’Anci, che dovrebbe farsene carico, è latitante. Salvini, nell’annunciare che i suoi sindaci usciranno dall’associazione, ha spiegato che i soldi dell’adesione potranno essere utilizzati «per pagare gli asili nido e assistere gli anziani».

Bianchi condivide. Ma è alta la quota di appartenenza? Dipende dalla grandezza e quindi dalle capacità finanziarie di ogni municipio. Nel caso di Morazzone, paese di medie dimensioni, sotto i cinquemila abitanti, non arriva a mille euro l’anno. Il problema, ha spiegato Salvini, riprendendo la critica mossa da Fontana, sarebbe di natura politica: «L’Anci è sempre stata a guida Pd. Quando eravamo noi al governo minacciava la rottura delle relazioni istituzionali e  alzava le barricate. Da quando a Palazzo Chigi c’è un premier di sinistra il motto diventa: non disturbare il manovratore».

Per tutta risposta, il motto del Carroccio diventa “tutti fuori dall’Anci”.

«Pronti a farlo per davvero» garantisce Bianchi che ne ha discusso in un vertice leghista (a Varese).

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